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MAURITIUS
(11-26 febbraio 2008)







COME SPENDERE POCO
Ecco alcune piccole regole per spendere poco a Mauritius:

1) Comprate un pacchetto da un’agenzia on line (cioè volo e hotel mezza pensione o pensione completa). Per sapere quanto costa si rimanda alla sezione “Costo del viaggio e formula di soggiorno”.

2) Non comprate le escursioni in albergo: costano un sacco! Fatele coi locali. Vedrete di più, spenderete di meno e avrete maggior flessibilità in termini di tempo e di scelta delle mete.

3) Pagate sempre in rupie le entrate dei musei (come quello dello zucchero), degli zoo o delle riserve (Vanille e Casela), dei giardini (Pamplemousses). È infatti possibile pagare anche in euro ma il prezzo di solito è maggiore.

4) La contrattazione è parte integrante del costume sociale dell’isola di Mauritius, quindi contrattate, contrattate, contrattate!

5) Per visitare l’isola la soluzione più comoda ed economica è affittare un taxi. Per avere un’idea dei costi si veda la sezione “Mezzo di trasporto consigliato”.

6) Non cambiate i soldi in hotel, il tasso non è favorevole. I tassi applicati dagli uffici di cambio sono in genere migliori di quelli delle banche. Anche all’aeroporto solitamente non è male.

7) Se il vostro pacchetto non include le bibite (come il nostro), compratevi l’acqua nei supermercati locali e portatevela al ristorante. La differenza tra il prezzo dell’hotel e quello del supermercato è veramente assurda!

8) Se proprio non potete fare a meno di un viaggio fai da te tenete conto che a Mauritius la bassa stagione coincide con la nostra estate. Quindi i prezzi degli alloggi scendono.

Per altre dritte su "Come organizzare un viaggio spendendo poco" leggete la relativa sezione.


IN QUALE PERIODO ANDARE
Il clima è sempre una variabile incontrollabile. Si può trovare una settimana meravigliosa durante la brutta stagione o una pessima nella bella. Quindi incrociate le dita e partite!
Ciò premesso le stagioni a Mauritius sono invertite rispetto a noi: quindi quando in Italia è inverno lì c’è l’estate, mentre durante la nostra estate c’è il loro inverno. Ovviamente le loro temperature invernali non sono paragonabili alle nostre. Di solito troverete almeno 20-25 gradi ma vi sono purtroppo delle eccezioni (a volte in agosto la minima scende a 15 gradi o anche di meno. Può arrivare fino a 5).
Sugli altipiani centrali è molto facile trovare la pioggia. Ma in genere dura poco. Quindi se state per scendere dalla macchina in pieno acquazzone provate ad aspettare 5 minuti, probabilmente cesserà.
Il clima è un po’ umido (come tutti i climi tropicali) ma è proprio per questa ragione che sull’isola c’è una vegetazione così lussureggiante.
Vi è poi il periodo dei cicloni, che normalmente va da metà gennaio fino ad aprile. Non è detto che si debba per forza incappare in un ciclone ma le probabilità sono alte. Se siete amanti delle immersioni o dello snorkeling ricordatevi però che è questo il periodo adatto per voi, dato che l’acqua è solitamente molto più limpida.
Parlando con i locali e chiedendo loro qual è il periodo migliore per visitare l’isola la risposta è stata praticamente unanime: da ottobre a dicembre.
Da evitare durante la nostra estate (cioè il loro inverno) la costa est, dato che c’è un forte vento.


LA DURATA IDEALE DEL VIAGGIO
L’isola di Mauritius è da esplorare con calma. Il numero minimo di escursioni che vi consiglio di fare è 3, e durano tutte una giornata piena. In più dovreste dedicare un'altra giornata all’isola dei Cervi (Ile axu Cerfs). Quindi il mio consiglio è di soggiornare lì per una quindicina di giorni.


COSA PORTARE ALLE MAURITIUS
Mettete in valigia abbigliamento sportivo (molto comodo), sandali per il mare (ci sono molti coralli) e un adattatore inglese per la spina di corrente. Anche se molti hotel hanno le nostre spine (come il Bougainville).
In alcuni alberghi forniscono anche maschere e pinne, quindi valutate voi se portarle o meno.
K-way e ombrelli sono imprescindibili, soprattutto se andate nel periodo dei cicloni o se visitare l’entroterra. Metteteli sempre nello zaino, potrebbero servirvi.
Portatevi creme solari in quantità industriale. Lì il sole ‘picchia’.
Per altri consigli su cosa portare vedi anche il "Kit del viaggiatore".


LINGUE PARLATE
A Mauritius quasi tutti parlano almeno tre lingue: creolo, inglese e francese. In più molti tassisti parlano altre lingue europee (tra cui l’italiano) per procacciarsi meglio i turisti.


SITI UTILI
Se volete un po’ di informazioni generali sulla vostra meta andate sul sito dell’Ente del Turismo di Mauritius. L’isola viene suddivisa in diverse aree (Costa Nord, Costa Est, Costa Sud, Costa Ovest, Entroterra, Port Louis) e, per ciascuna di esse, ne vengono indicate le peculiarità (posti da visitare, località,…). Se invece volete scaricare delle cartine andate all’URL http://www.mauritius-turismo.com/srv/servizi/mappe.xtml dello stesso sito.
Il sito di Massimo e Ilaria propone un ottimo racconto di viaggio arricchito da numerose foto.


VALUTA E CAMBIO SOLDI
La moneta locale è la rupia mauriziana. Purtroppo a Mauritius non esiste il cambio in nero, come alle Seychelles.
L’euro viene accettato quasi ovunque, ma conviene sempre pagare in Rupie, dato che si spende di meno.
Cambiate i soldi negli uffici di cambio o nelle banche (1 € = circa 40/43 Rupie). Da evitare assolutamente il cambio negli hotel (hanno i tassi peggiori). I tassi applicati dagli uffici di cambio sono in genere migliori di quelle delle banche.
Noi abbiamo cambiato all’aeroporto appena arrivati. Il cambio ci sembrava onesto (1Euro = 41 Rupie) e non sapevamo se nel paesino del nostro albergo c’era un ufficio di cambio.
Se avete acquistato il pacchetto (volo+hotel) considerate che vi servono solo i soldi per comprarvi un po’ d’acqua e pagare le entrate ai giardini, musei, riserve,… Quindi cambiate poco. I taxi si pagano in euro!
Per sapere il cambio attuale (Euro/Rupia mauriziana) clicca qui.


COSTO DEL VIAGGIO E FORMULA DI SOGGIORNO
Io mi ero informata per fare un viaggio fai da te, ma non trovando voli low cost, ho dovuto rinunciare. Mi veniva a costare di più di un pacchetto. Su Volagratis a volte si trovano delle offerte di voli per Mauritus, ma non è facile.
I siti che solitamente propongono dei pacchetti (volo+hotel) a prezzi ragionevoli per Mauritius sono Todomondo (dove l’ho acquistato io), Let’s e Genovagando. Normalmente per volo e albergo (mezza pensione o pensione completa) si spendono circa 1200-1300 Euro (a COPPIA! non a testa) per una settimana; oppure 1700-2000 (sempre a coppia) per 15 giorni. Ovviamente le tasse sono incluse.
Se non trovate offerte convenienti per Mauritius forse non è l'annata giusta, come potete leggere al punto 13 dei nostri consigli.
Noi abbiamo scelto di soggiornare a Trou d’Eau Douce situato nella parte est dell’isola, perché un po’ meno turistica della parte nord (che ho evitato accuratamente) e conseguentemente più selvaggia. Questa zona però da giugno ad agosto è molto ventosa, forse troppo a detta dei locali.
Una curiosità: Trou d’Eau Douce sorge in una baia riparata e il suo nome, “buco d’acqua dolce”, si riferisce a una piscina marina alimentata dall’acqua (dolce, appunto) di un torrente sotterraneo.

L’Hotel Bougainville
Il nostro albergo era l’Hotel Bougainville, scelto perché situato accanto alla spiaggia libera (che è sempre deserta) e per la vicinanza con l’isola dei Cervi, il parco marino di Blue Bay e il reef, che dista, dalla spiaggia dell’hotel, circa 200-300 metri. Dalla spiaggia del Bouganville se ci si sposta un po’ più a sinistra e' molto più vicino. Se però siete stati a Sharm, alle Maldive, o alle Galàpagos non vi aspettate quel tipo di fondali. Non si avvicinano nemmeno lontanamente a quelle meraviglie.
Non capisco proprio come qualcuno abbia potuto parlare male di questo albergo. L’hotel è piccolo, quindi non caotico, e molto confortevole. C’è un giardino molto curato e le stanze hanno quasi tutte la vista sulla piscina. In più, nota per noi estremamente positiva, l’animazione non esiste, se si esclude uno spettacolino serale con danze e balli locali che si tiene al ristorante un paio di volte alla settimana.
Noi avevamo una bella camera davanti alla piscina con lettone, divano, tv satellitare (riuscivamo a guardare i Tg su Rai International), doccione, patio con sedie. La cucina nel complesso è buona e c’è addirittura l’olio d’oliva a disposizione al buffet. Ogni sera propongono un menu a tema, anche se la seconda settimana si ripete un po’. Abbiamo mangiato tantissima frutta locale (eccezionale! Provate l’ananas) e anche la verdura cruda. Nessun problema. Se poi volete assaggiare uno dei numerosi cocchi appesi alle palme del giardino dell’hotel potete chiedere al ristorante di prendervene qualcuno e di prepararvelo. Vi forniranno delle cannucce per assaporare il latte e mangerete un cocco delizioso (decisamente diverso da quello che ci propinano in Italia).
Inoltre mettono a disposizione gli asciugamani da mare, che potete cambiare anche 10 volte al giorno, e maschere e pinne (gratis la prima mezz’ora).
Una sera, prima di andare a dormire, ci siamo accorti che l’aria condizionata non funzionava e abbiamo chiamato la reception pensando che a quell’ora non ce l’avrebbero mai aggiustata. Sono arrivati dopo 5 minuti e ci hanno risolto il problema.
Dalla spiaggia dell’hotel (albergo alle spalle e mare davanti a voi) se si gira a sinistra si può fare una splendida passeggiata (il mare è davvero bello e le persone che si incontrano si contano sulle dita di una mano); se si gira a destra si va verso il paesino di Trou d’Eau Douce.

Vai alle foto dell'Hotel Bougainville

Altre foto dell'Hotel Bougainville sono disponibili nel sito di Massimo e Ilaria


MEZZO DI TRASPORTO CONSIGLIATO
Se volete visitare l’isola in totale relax, godendovi il panorama, senza preoccuparvi di dover guidare, cercare un parcheggio (a Port Luis, la capitale, trovarlo è un’impresa), della guida a sinistra (come in Inghilterra), o di dover stare attenti alla strada da prendere (non sempre sono ben segnalate), allora noleggiate un taxi per tutta la giornata. Se questi vantaggi non vi sembrano sufficienti, ce n’è un altro: si spende di meno rispetto ad altre soluzioni, come il noleggio dell’auto. Infatti con 40-50 Euro si noleggia un’auto da 5-7 posti con un’autista a vostra disposizione per tutto il giorno che vi aspetta in auto mentre voi esplorate zoo, riserve, spiagge,... Ovviamente più persone ci sono, meno si paga. Noi eravamo cinque, quindi abbiamo equamente diviso il prezzo (10 Euro a testa). Conoscere qualcuno nel vostro albergo con cui dividere la spesa è semplicissimo.
Trovare uno di questi taxi è facile perché sono loro che in genere trovano voi! Di solito aspettano numerosi fuori da ogni albergo oppure in spiaggia ci sono delle persone che si avvicinano al vostro ombrellone proponendovi questa o quella gita. Ricordatevi sempre di negoziare perché i locali conoscono i prezzi altissimi delle escursioni vendute dall’albergo o dal vostro tour operator e quindi tendono ad abbassare di poco le tariffe, dicendovi che così risparmierete. Il che è vero ma potete risparmiare ancor di più con una sana contrattazione (che peraltro fa parte del costume sociale dell’isola).
Considerate che la paga di un dipendente statale (che a Mauritius viene considerato un privilegiato perché guadagna molto) è di 8000 Rupie, cioè 200 Euro circa al mese. Quindi non vi fate troppi scrupoli a negoziare perché ciò che a noi può sembrare poco per loro è tanto. I parametri sono diversi.
Spiegate subito al vostro tassista quali e quante cose volete vedere in quel giorno di modo che non ci siano fraintendimenti. A volte può capitare che qualcuno ci provi.
Noi ci siamo trovati molto bene con Sunil: una persona molto discreta ed estremamente cordiale. Ci siamo fatti raccontare molte cose della sua isola e degli usi e costumi locali. Sunil parla bene sia l’inglese che il francese (credo anche il tedesco), ma non l’italiano.


ZANZARE
Se avete letto o sentito parlare di zanzare chikungunya tranquillizzatevi pure. Questa emergenza ha interessato soprattutto la lontana isola di Réunion e adesso è sotto controllo. Tra l’altro qualche anno fa era stato lanciato l’allarme anche in Italia (Emilia Romagna), ma poi la cosa è rientrata.
Io mi ero portata Autan e zampirone ma non sono serviti a nulla. Non ho visto nemmeno l’ombra di una zanzara in 15 giorni di permanenza a Mauritius. Ce ne sono molte di più a casa nostra!


SHOPPING
In tutte le spiagge si possono acquistare per pochi euro dai venditori ambulanti innumerevoli oggetti di artigianato locale, nonché capi di vestiario delle più prestigiose marche, rigorosamente falsi ma di buona fattura, visto che Mauritius conta numerose aziende tessili di raffinata esperienza. Noi abbiamo acquistato un maglioncino Armani in cotone per 6 Euro.


ESCURSIONI
Per esplorare l’isola ci vuole un po’ di tempo. Mauritius misura 65 Km da nord a sud e 45 km da est a ovest. Quindi non è proprio piccolissima.
Le escursioni che ci sono piaciute di più e che vi consiglio vivamente sono: il giardino dei pompelmi (Pamplemousses) – da visitare rigorosamente con una guida locale – e la passeggiata per vedere le cascate di Tamarin con bagno finale (un po’ faticosa ma bellissima).
Il museo dello zucchero, che ha appassionato molti turisti, non è riuscito ad entusiasmarci. Ci siamo fatti fregare come due allocchi leggendo i vari resoconti on line e fidandoci della guida (la Lonely Planet) che considerava questa gita imperdibile. Eppure sono anni che viaggiamo e lo sappiamo che in questi paesi le vere meraviglie sono all’aperto: la natura è imbattibile!
Tra l’altro oltre al danno (il museo non ci è piaciuto per niente) la beffa (l’entrata costava di più qui che in posti come Pamplemousses. E tra i due non c’è proprio paragone).
Se potete cercate di evitare di fare escursioni durante i weekend dato che i locali si riversano sulle spiagge per fare mega picnic all’aperto con musica, bambini,… (le spiagge pubbliche sono attrezzatissime: barbecue di roccia, panchine,…). Per fortuna la spiaggia pubblica accanto al nostro hotel sembrava immune da questo fenomeno. Forse perché territorio privilegiato dei pescatori. Ma è solo un’ipotesi.
In totale noi abbiamo fatto 3 escursioni in macchina, ciascuna della durata di un giorno, e altre due di mezza giornata. Le riporto qui di seguito.


Prima giornata di escursioni in taxi

Tappe della nostra gita:
Trou aux Cerfs
Mare aux Vacoas
Tempio indù di Grand Bassin
La Vallée des Couleures di Souillac
Gris-Gris
La Vanille

Ci dirigiamo a Trou aux Cerfs, il cratere di un vulcano spento oramai totalmente ricoperto di vegetazione da cui si può godere di una vista magnifica su tutta l’isola con scorci sull’altopiano. Peccato che ci sia un po’ di foschia che ci impedisce di apprezzare il belvedere, nonché un acquazzone che ci bagna come pulcini. Per fortuna in macchina ho i vestiti di ricambio. Le probabilità di trovare la pioggia a catinelle in questo posto è molto alta.
Risaliamo in auto e, dopo aver costeggiato il Mare aux Vacoas (il più grande bacino di acqua dolce dell’isola), arriviamo al tempio indù di Grand Bassin, dove assistiamo alle offerte di cibo e fiori che gli indigeni portano alle divinità indù. Il lago e l’odore di incenso contribuisce a creare un’atmosfera mistica.
Proseguiamo quindi per La Vallée des Couleures di Souillac, che è meno famosa delle terre colorate di Chamarel (che alla luce del sole presentano 7 diverse tonalità), ma offre molti più colori (ben 23 tonalità) ed è meno affollata di Chamarel, essendo meno turistica. Questa gita andrebbe fatta in una giornata di sole perché in questo modo le differenti gradazioni di colore si notano molto di più.
Dopo aver pagato il biglietto (150 Rupie a testa) percorriamo un sentiero naturalistico (che dura circa 1 oretta) che conduce a piccole cascate e ad un belvedere da cui si osservano le terre colorate e la costa.
Al termine della nostra passeggiata raggiungiamo Sunil, che ci ha attesi in auto, e ci dirigiamo alla falesia di Gris-Gris, che offre un fantastico punto di osservazione sul mare e sul tramonto (che noi purtroppo non abbiamo visto essendo arrivati lì all’ora di pranzo). L’area è attrezzata con panchine di roccia, ed è tutto curatissimo, un posto ideale per fare un bel picnic ed è quello che facciamo. I panini preparati a colazione in albergo sono ricchi e gustosi: frittata, pomodori, formaggi. Questi sono i vantaggi della mezza pensione: non ti ammazzi di cibo e quando vai a fare la gita non perdi il pranzo.
Un po’ più a est si ammira la Roche qui Pleure, una formazione rocciosa sul mare in cui le acque entrano e fuoriescono a spruzzo, dando l’impressione che la roccia pianga.
Subito dopo il pranzo ripartiamo per la nostra ultima tappa: La Vanille, che dobbiamo visitare entro le 18 (orario di chiusura). Si tratta di uno zoo in cui si possono osservare molti animali in gabbia (coccodrilli, iguane, macachi, pipistrelli,…). La zona più famosa è l’Insettarium ma ciò che a noi è piaciuto di più è lo spazio dedicato alle tartarughe giganti: un’ampia radura in cui è possibile interagire con gli animali, dar loro delle foglie da mangiare, toccarle, sedercisi sopra (non temete, sono corazzate e reggono pesi ben maggiori). L’impressione che si ha è che le tartarughe siano libere e non confinate in un’area. L’entrata costa 210 Rupie a testa. Chiedete la mappa del parco (è gratis).

Vai alle foto di Grand Bassin                                                         Vai alle foto di Gri-Gris



Seconda giornata di escursioni in taxi

Tappe della nostra gita:
Cascate di Tamarin
Casela + Riserva Yemen
Flic en Flac

Decidiamo di fare per prima la gita più bella, lunga e impegnativa di tutta la giornata: le cascate di Tamarin, le più alte dell’intera isola con un salto di quasi 300 metri.
Sunil ci accompagna al punto panoramico dove solitamente ci sono alcuni locali che si offrono di accompagnare i turisti sul sentiero che attraversa e costeggia le cascate. Troviamo una guida e negoziamo il prezzo: per 500 Rupie (NON a testa ma in 4 persone) ci accompagnerà fino all’ultima cascata, dove potremo fare un bagno. Ci mettiamo le scarpe e ci incamminiamo. Il sentiero è erto, tanto che spesso bisogna aggrapparsi alle piante per non scivolare. È faticoso ma ne vale davvero la pena. In un tratto (l’unico un po’ difficile) la nostra guida ci fa superare un alto masso passando sui rami di un albero. Ci accompagna ad uno ad uno, ed è molto coscienzioso nonostante non abbia, a livello ufficiale, nessuna responsabilità nei nostri confronti. Arrivati all’ultima cascata nuotiamo in un laghetto spettacolare e ci facciamo un “idromassaggio” naturale sotto la cascata. Che meraviglia!
Spossati ma felici raggiungiamo Sunil per ripartire alla volta del Casela. Questo parco ospita 1500 specie di uccelli (fra cui il rarissimo piccione rosa), tigri, zebre, leoni, scimmie, cervi, antilopi, fenicotteri e tartarughe che vivono in una semi-riserva.
Paghiamo il biglietto d’entrata (250 Rupie a testa) e acquistiamo anche il photo safari per 50 Rupie ciascuno. Consigliamo di limitarsi a questo e non di affittare i costosissimi quad (se non ricordo male erano più di mille Rupie all’ora): il risultato è lo stesso, anzi è meglio perché si tratta di un minibus aperto (senza vetri) da cui, mentre l’autista guida, potete fotografare animali e paesaggi. 
L’impressione che ci ha suscitato questo parco è totalmente diversa da quella della Vanille, soprattutto grazie al mini safari all’interno della Riserva Yemen. Diversa perché, sebbene la riserva sia recintata, il territorio su cui è collocata è talmente vasto (45 kmq) da dover essere esplorato a bordo di un automezzo e quindi le recinzioni si notano solo all’inizio del tour e alla fine. All’interno si possono avvistare cervi, zebre, antilopi, struzzi,… I leoni no, state tranquilli ;-)
Se avete fatto un safari in Africa, non andateci! Ovviamente non può essere un’esperienza nemmeno lontanamente paragonabile. Ma per chi, come noi, non c’è mai stato è piacevole vedere scorazzare liberamente gli animali.
Chiudiamo questa giornata con un bel bagno sulla spiaggia di Flic en Flac, bellissima, immensa ma un po’ troppo piena di barche e persone per i nostri gusti. Ci hanno detto che questa zona è ricca di bellissimi siti per le immersioni, ma noi non abbiamo avuto modo di testarlo. Eravamo distrutti!



Terza giornata di escursioni in taxi

Tappe della nostra gita:
Pamplemousses
Museo Aventure du Sucre
Port Louis
Trou aux Biches
Mont Choisy
Grand Baie

Puntiamo a nord per vedere i giardini di Pamplemousses. Appena arrivati paghiamo l’entrata (100 Rupie a testa; una volta era gratis) e cerchiamo una guida (accanto all’entrata è pieno) che ci accompagni alla scoperta delle spezie (cannella, noce moscata,…) e delle piante del giardino. Negoziamo il suo compenso: 50 Rupie a testa. Le guide parlano sempre molte lingue, quindi non avrete difficoltà a trovarne una che parli anche l’italiano. Vi consiglio vivamente di fare il tour con una persona che vi spieghi cosa state vedendo. Le piante infatti sono sprovviste di un cartellino identificativo.
Ci addentriamo nel parco che ospita un’impressionante varietà di specie vegetali, endemiche e non. Annusiamo le varie spezie, vediamo baobab, la pianta delle salsicce, la palma a zampa di elefante, la divertentissima mimosa pudica (quando si toccano le foglie pudicamente si chiudono), le spettacolari ninfee giganti (due metri di diametro e reggono fino a 5 kg di peso. I loro fiori sbocciano e muoiono nello stesso giorno, assumendo tre colori diversi nel corso della giornata) e molto altro ancora. C’è anche un’area con le tartarughe e i cervi.
Alla fine del tour ci dirigiamo al museo dello zucchero: l’Aventure du Sucre, un ex zuccherificio che è stato trasformato appunto in un museo. L’entrata costa 350 Rupie a persona e se penso che per il meraviglioso giardino di Pamplemousses ne avevo spese 100… mi vengono i nervi!
Il giretto turistico del museo è decisamente deludente: ci sono dei vecchi macchinari per la raffinazione dello zucchero, una zona interattiva per i bambini in cui è possibile vedere un filmato, alcune foto, insomma la classica meta per turisti sprovveduti con uscita finale nel negozietto del museo in cui vengono venduti i vari tipi di zucchero a prezzi stratosferici. Acquistateli al supermercato: costano molto meno e le confezioni sono decisamente più grandi.
Dopo la fregatura ci dirigiamo alla capitale di Mauritius: Port Luis, un vero caos (traffico, palazzoni, casinò, McDonald, locali vari,…). Mangiamo sul lungomare di fronte al Caudan Center Waterfront ed esploriamo il mercato locale, dove vediamo un po’ di vita vera.
Torniamo da Sunil (il quale non è riuscito a trovare un parcheggio ma si è messo tranquillamente in doppia fila) e andiamo a vedere la spiaggia di Trou aux Biches (bella ma un po’ troppo vicina alla strada principale) e la spiaggia pubblica di Mont Choisy (molto più selvaggia, con una meravigliosa pineta di casuarine - una specie di pino le cui radici affondano nella sabbia. Unico neo: un po’ troppo affollata di barche e turisti).
Concludiamo questa giornata con una puntatina a Grand Baie. Sunil ci accompagna in un megasupermercato dove possiamo acquistare, ad un prezzo irrisorio, lo zucchero di canna con dentro delle stecche di cannella.

Vai alle foto di Pamplemousses


Quarta gita: Ile aux Cerfs

Se alloggiate al Bougainville organizzare una gita all’isola dei cervi è semplicissimo. Dalla spiaggia dell’hotel se girate a destra, e vi dirigete verso Trou d’Eau Douce, troverete moltissime barche (soprattutto la mattina e la sera) e potrete negoziarvi una gita di un giorno che comprenda l’isola dei Cervi, l’Ile de l’Est, la cascata, un pranzo a base di aragoste appena pescate,…
I prezzi si aggirano tra i 30-50 Euro. Noi abbiamo scelto di esplorare semplicemente l’isola dei Cervi dato che del tour completo (cascate,…) non ci avevano parlato benissimo. Siamo andati al paesino di Trou d’Eau Douce e siamo entrati in un’agenzia dove abbiamo negoziato andata e ritorno in barca per l’Ile aux Cerfs a 500 Rupie (12 Euro in due, non a testa). Il tragitto dura 10-15 minuti.
La laguna dell’isola è maldiviana, l’acqua è cristallina e caldissima, con diverse tonalità di azzurro, blu,… Insomma spettacolare! E poi ci sono palme, pini marittimi, mangrovie,… Peccato che abbiano rovinato l’atmosfera con tutte quelle strutture turistiche. Prima della devastazione umana c’erano i cervi (da cui il nome dell’isola), che oramai sono scomparsi. Al loro posto campo da golf, negozietti, ristoranti,…
Andateci rigorosamente la mattina presto. Verso le 10 infatti inizia a riempirsi perché arrivano orde di turisti e la laguna (che non è molto grande) diventa decisamente troppo affollata. A quel punto è meglio superare la zona della laguna (che è quella strapiena di strutture turistiche) e proseguire fino a quando non si trova un posto più tranquillo.
L’Ile aux Cerfs è collegata, durante la bassa marea, all’Ile de l’Est da una sottile striscia di sabbia. Quindi si può attraversarla tranquillamente ed esplorare anche l’altro isolotto.

Vai alle foto dell'Isola dei Cervi


Quinta gita: Belle Mare

Prendiamo un taxi dal nostro albergo (5 Euro da dividere in 4 persone) e in 10-15 minuti arriviamo a Belle Mare. La spiaggia è lunga 10 km e vanta una sabbia bianchissima e un mare fra i più turchini di Mauritius. Non è un caso che il tratto intorno a Belle Mare venga considerato fra i più belli dell’isola.
Ci dirigiamo a piedi verso nord e arriviamo alla laguna davanti all’hotel Beau Rivage: è stupenda e l’acqua è calda. Ricorda l’isola dei Cervi. Molto più a nord il paesaggio cambia e si fa quasi selvaggio, caratterizzato da torrenti e lagune paludose.


Gite che non abbiamo fatto ma varrebbe la pena fare

Il posto migliore per fare snorkeling è il Parco marino di Blue Bay (Blue Bay Marine Park), in cui noi non siamo potuti andare a causa del mare mosso (c’era un ciclone che si aggirava lì intorno). Che peccato!
Il parco è chiamato così per le acque color azzurro brillante della laguna. La barriera corallina dicono sia molto bella. È da evitare nei weekend.
Ci hanno parlato bene anche dell’Ile aux Aigrettes Nature Reserve: una riserva naturale di isole coralline, foreste costiere, tartarughe; regno del raro piccione rosa (90 esemplari circa).



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